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Geologia e speleologia dei monti amerini

Grotta Bella: stalagmiti in formazione
Grotta Bella: ingresso abitato dall'uomo
Condotta
Grotte delle ossa
Stalattiti
Titignano: Grotta delle Piane

La maggior parte delle rocce che formano i Monti amerini sono rocce sedimentarie di origine marina. Tali rocce contengono, infatti, solo fossili di organismi animali e vegetali vissuti negli ambienti marini delle Ere in cui si formarono: l'Era mesozoica, che va da 250 a 65 milioni di anni fa ed in parte nella successiva, detta cenozoica, fino a circa 40 milioni di anni fa. L'origine di queste rocce è da ricollegarsi agli antichi fondali di un grande oceano, detto Tetide, di cui tutta l'Umbria rappresentava solo una piccola parte situata verso occidente. Su questi fondali si depositarono ingenti quantità di sedimenti calcarei che si sono consolidati nel corso di centinaia di milioni di anni. Queste rocce sono state sollevate, deformate e spezzate dalle forze generate dal movimento delle placche che hanno costruito tutte le principali catene montuose dell'appennino centrale, compresa quella definita Narnese - Amerina, secondo un processo che prende il nome di orogenesi. Oggi, da allora, queste montagne sono soggette alla costante azione erosiva degli agenti atmosferici che smantellano le rocce e dei fiumi che trasportano i detriti erosi al mare, luogo in cui dove grazie alla sedimentazione si rinnova il processo di formazione delle rocce. Uno dei principali fenomeni erosivi delle rocce calcaree, in superficie ma soprattutto in profondità, è considerato quello chiamato con il nome di carsismo. Quando l'acqua piovana si insinua nelle fessure presenti nelle rocce, poiché è leggermene acida, tende a sciogliere il carbonato di calcio. Col tempo le fessure si allargano e l'acqua penetra sempre più in profondità tanto che queste piccole cavità si allargano fino a divenire grandi stanze collegate da gallerie e pozzi in seguito all'erosione meccanica e al crollo di volte e pareti. Soltanto laddove il corso delle acque è molto lento e tranquillo possono avvenire anche quei processi chimici che portano alla formazione delle stalattiti, delle stalagmiti e di altre concrezioni carsiche. Oltre ad un interesse speleologico alcune cavità hanno rivestito nel tempo anche un interesse paletnologico. Non di rado, infatti, alcune cavità erano utilizzate dagli umani come ricoveri per ripararsi dal freddo e dagli animali feroci come nel caso della "Grotta delle ossa" in località Montenero presso Amelia; uno dei pochissimi siti in Italia in cui son stati rinvenuti reperti fossili attribuibili all'uomo di Nendertal vissuto fra 100000 e 40000 anni fa. Nel caso di brevi androni o piccoli ripari sotto pareti rocciose questi anfratti erano invece utilizzati per le manifestazioni di carattere religioso come testimoniato dai bronzetti votivi provenienti da "Grotta Bella" nei pressi di S. Restituta che fu frequentata dal Neolitico all'Età del Bronzo. Il patrimonio speleologico dell'Umbria tra i più ricchi d'Europa e vanta oltre 865 cavità esplorate e catastate. Rivolgendosi al catasto è possibile conoscere quali siano le grotte visitabili e con quali materiali e strumenti.

Catasto Speleologico dell' Umbria
c/o Gruppo Speleologico CAI Perugia
via Santini, 8 - 06128 Perugia
Tel/fax +39(05)5847070
e-mail: speleopg@edisons.it