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Una
luce nel buio!
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L'Associazione
I Poligonali festeggia proprio ora dieci anni di esplorazioni
nel nascosto e affascinante mondo dei cunicoli sotterranei che
fecero hanno fatto sognare una decina di adolescenti stanchi
della monotonia del paese e desiderosi d'avventura. Non esiste
una data ben precisa che segni l'inizio delle nostre attività;
le "imprese" più remote risalgono tuttavia alla primavera del'90
quando cominciarono i primi studi e le prime esplorazioni dell'ipogeo
carsico in località "Le Roccette" (Porchiano): decine di buchi
scavati dall'acqua e riempiti dal fango che evocavano fiumi
e laghi fantastici a giudicare dai racconti di nonno Terzo a
cui fu intitolato il pozzo, o meglio lo gnottitoro, più profondo.
Un anno dopo organizzammo la prima iniziativa pubblica con la
presentazione, in collaborazione con il Comune di Amelia, del
corso "Dimensione avventura", una serie di incontri dedicati
all'avventura con proiezioni sull'alpinismo, l'escursionismo
e la speleologia: pochi mezzi a disposizione ma con una grande
voglia di far conoscere anche ad altri quel mondo che tanto
ci coinvolgeva.
I
primi studi compiuti sulle cavità artificiali sotto il
paese furono svolti in collaborazione con la Soprintendenza
ai Beni Archeologici dell'Umbria; i testi di topografia
antica, i rilevamenti effettuati e le foto aeree lasciarono
subito pensare ad una città sotterranea che come una madre
premurosa nasconde in grembo la propria creatura. Il desiderio
di avventura di quel gruppo di ragazzi era oramai diventato
un progetto di ricerca vero e proprio.
Il 31 marzo 1992 si tenne un incontro pubblico presso
la sala consiliare del Comune di Amelia, alla presenza
dell'Assessore Regionale Carnieri, responsabile del "Progetto
Giovani" e del Sindaco Luciano Lama, che segnò la nascita
ufficiale dell' Associazione "I Poligonali".
Nell'estate dello stesso anno la mostra fotografica "Amelia
sotterranea", visitata da più di mille persone, rappresenta
la fase culminante del progetto di riscoperta, studio
e cartografia delle principali cavità ipogee del territorio.
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Per quanto riguarda l'attività di esplorazione e scavo la più
grande e difficoltosa campagna speleologica fu quella tenuta
in località "Le Casette"(Montenero); l'associazione fu impegnata
per ben due anni. Lo studio delle forme carsiche superficiali
e dell'ipogeo rivelò da subito la presenza di numerosi reperti
paleontologici che subito la fecero nominare "Grotta delle ossa".
Solo nel gennaio '98 i primi studi sulle ossa prelevate nella
grotta condotti insieme agli studiosi del Museo "Pigorini" di
Roma, con il patrocinio della Soprintendenza dell'Umbria, hanno
rivelato, insieme ad una ricca associazione faunistica (cervi,
cavalli etc.), la presenza di un dente dell'Homo sapiens neanderthalensis
che ha fatto annoverare quello di Amelia fra i rari siti conosciuti
in Italia. Nel maggio '97 viene approvata in sede di consiglio
comunale, la delibera concedente all'associazione la gestione
del servizio accompagnamento dei visitatori all'interno delle
Cisterne Romane. Il compito a noi affidato si rivelò da subito
estremamente oneroso, per le qualità professionali richieste
e il necessario studio di supporto sia storico che topografico
sull'ipogeo amerino, condotto comunque con grande interesse
e passione ancora oggi. A partire da questo momento l'Associazione,
pur conservando l'originale impegno nell'ambito dell'esplorazione
speleologica (testimonianza ne è la recente scoperta di una
nuova cavità carsica in località Castagnacupa nei pressi di
Spoleto), ha convogliato in maniera più massiccia la propria
attività nel campo della valorizzazione turistica del territorio
amerino. A tal fine, la partecipazione per due anni consecutivi
alla prestigiosa Borsa Internazionale del Turismo di Milano,
la promozione attraverso la pubblicazione di articoli su riviste
specializzate, la realizzazione di questo sito Internet e di
un invitante depliant informativo sulle Cisterne Romane hanno
permesso di coltivare rapporti di stretta collaborazione con
associazioni che gestiscono realtà ipogee similari portando
alla costituzione di un circuito regionale ( "Umbria Sotterranea"
) e nazionale ( "Italia Sotterranea" ) di cui l'associazione
rappresenta un riferimento importante. Fiore all'occhiello dell'associazione,
le Cisterne Romane hanno rappresentato e rappresentano tuttora
il simbolo di una comprovata sensibilità nella valorizzazione
del patrimonio artistico del territorio e soprattutto di una
lunga e proficua collaborazione insieme alle varie amministrazioni
succedutesi in questi dieci anni per lo sviluppo della nostra
città e della sua realtà sociale.
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